sabato 24 gennaio 2009

LE QUATTRO P di Alfredo Coco

Riporto in versione intregrale il parere spassionato di un caro amico che ha letto il romanzo...magari qualcuno lo condividerà, qualche altro no...l'Autore prende e porta a casa...

"Il romanzo è indiscutibilmente ben scritto, fluido e scorrevole, con grande ed abile utilizzo 

del lessico e della lingua italiana. 

Ritengo ottime e di elevato livello molte atmosfere e climi emozionali che lʼAutore riesce a 

costruire e creare pagina dopo pagina. 

Eppure ritrovo che lʼintero impianto narrativo, in molti passaggi, soffra di 4 differenti 

Pecche (volendo sintetizzare: di una Sindrome da 4 P) . 

1) P-rovincialismo 

I profili dei personaggi, le ricostruzioni e contestualizzazioni temporali e geografiche, e 

quindi lʼimmaginario del protagonista scontano (in certi casi volutamente, in altri un pò 

meno) un forte e pronunciato provincialismo di fondo, un ancoraggio eccessivo a certi 

ambienti e topos fin troppo banali. 

In alcuni passaggi, in modo ricercato, il provincialismo aiuta a colorare e a ravvivare certe 

scene e profili caratteriali (si pensi al personaggio della madre del protagonista che 

incarna molti topos della donna meridionale). Dʼaltra parte, però, in altre occasioni 

emergono dei riferimenti localistici assolutamente gratuiti e fine a se stessi (tutti i 

collegamenti con la politica e lʼaffarismo locale, ad esempio) che nulla aggiungono al 

contenuto del romanzo. 

2) P-aternalismo 

Sebbene parzialmente in linea con il profilo professorale del protagonista, ho mal digerito 

lʼeccessiva carica paternalistica che lʼAutore non perde occasione di esibire attraverso i 

vari personaggi (Caterina, Nicola e ovviamente Giovanni su tutti) nei confronti del mondo 

giovanile e della società in generale. I toni delle loro riflessioni risultano spesso troppo 

dottorali, citazionistici e superiori, atteggiamento peraltro che cozza pesantemente con la 

costante insicurezza ostentata dal protagonista. 

3) P-rolissità 

Forse la smania grafomane, forse la volontà di mostrare i propri virtuosismi stilistici e 

verbali, forse lʼincapacità di addomesticare la propria carica creativa, eppure molti 

passaggi richiedono troppa pazienza al lettore, pazienza che spesso non viene premiata 

ai fini narrativi (penso alla 2° parte lʼUrlo troppo lungo rispetto ai veri contenuti espressi). 

4) P-arossismo 

Indubbiamente la pecca che ho sofferto maggiormente durante la mia lettura. 

La vita, si sa, è molto spesso triste e difficile, scandita da lutti e disgrazie, ma onestamente 

quella del nostro amato personaggio ne sembra un concentrato micidiale e quasi 

caricaturale: lutti, incidenti, abbandoni e rifiuti vari in un vortice e sequenza senza fine. 

In questo senso, nel piacevole fluire narrativo questi accadimenti rischiano di essere, 

ingiustamente, lʼunico marchio distintivo romanzo. 

Dopo simili opinioni, potrà sembrare assurdo e/o ironico, ma, con la massima onestà, ho 

vissuto la lettura del romanzo come esperienza molto piacevole e che consiglio a 

chiunque per 2 validissimi motivi. 

1.LʼAutore. Scrive molto bene e riesce costantemente a tratteggiare con grande abilità 

situazioni, personaggi e atmosfere di ogni tono (ironiche, drammatiche, romantiche e 

goliardiche) 

2.La Storia. La forza stoica del protagonista, i suoi chiari-scuro caratteriali, i suoi tormenti 

e turbamenti interiori. Il complesso e variegato affresco di personaggi che, a loro volta, 

provano, ognuno a modo proprio, a trovare la forza per sopravvivere alla proprie notti di 

ghiaccio!!! "

Alfredo Coco

3 commenti:

  1. Vivendo sempre con notevole disagio il mancato riconoscimento della paternità delle proprie idee, tengo a precisare che le iniziali A.C. corrispondono ad Alfredo Coco, ovvero me medesimo.

    Firmato
    Alfredo Coco

    RispondiElimina
  2. Diciamo che è stato un eccesso di zelo...corretto...!

    RispondiElimina
  3. Se ti può consolare ti dico che:
    1) IL PROVINCIALISMO è una cosa di cui sono sempre stato pienamente consapevole in tutte le mie produzioni ( poche ). Per questo l'ho sempre evitato come la peste, forse perchè sono consapevole di essere già abbastanza provinciale da solo e non ritengo di farlo sapere in giro tramite i miei scritti, forse frustrazione, forse perchè poi alla fine, essendo toscano nutro astio anche verso il mio vicino di casa...proprio non lo so, fatto sta che la ritengo una cosa non utile alla causa. Si certo, usandolo si farà subito presa sui lettori locali ma allo stesso tempo si pregiudicano i lettori globali.

    2) Paternalismo? EVITALO! A nessuno piace farsi fare la morale, a nessuno piace sentirsi dire cosa è giusto o meno. In generale TUTTI hanno la pretesa di sapere cosa è bene e cosa e male, TUTTI non si vogliono far spiegare NIENTE, TUTTI anzi, sono pronti a dare lezioni agli altri ( vedi il sottoscritto eheheh )

    3)Prolissità, beh...essendo la tua opera prima è perfettamente giustificabile. All'esordio c'è sempre la voglia di dire tutto su tutto, c'è lo SGURZ! cioè quella voglia incontrollabile di creare e di mostrare a tutti di che pasta sei fatto. Poi dopo ti accorgi che le persone si relazionano tra loro come in una rete LAN, cioè a pacchetti dati con dimensione fissa, se il pacchetto dati supera il dimensionamento viene scartato e la comunicazione va a puttane.

    4) Parossismo...senti...la vita fa già schifo da sola, qualcuno che lo ricorda a ogni piè sospinto non riceve molti consensi. Suggerisco invece di affogare la tristezza con una sana iniezione di TOPA...ehehhehe ( che sagoma che sono! )

    Stammi bene buddy.

    P.S.
    Le mie sono opinioni personale, se fossero anche giuste sarei ricco e famoso, siccome c'ho le pezze al culo prendile come vengono.

    RispondiElimina