Messina, Libreria Mondadori, 20 marzo 2009.
A Messina, alla libreria Mondadori, si è svolta la prima presentazione di “Sopravvissuti a una notte di ghiaccio”.
Così come, per coloro ai quali piacciono le coincidenze, sulla strada per Messina, in un pullman diretto ad una manifestazione contro la costruzione del Ponte sullo stretto, Giovanni Neri, protagonista del mio romanzo, incontra per la prima volta quella che diventerà sua moglie, Caterina, la ragazza dagli occhi che ridono.
Si è trattato in realtà di una presentazione incrociata del mio romanzo e di “Lettera a un archivista fedifrago”, romanzo, già presentato in varie parti d’Italia, di Andrea Marrone, scrittore “collega” di casa editrice e giornalista, siciliano d’origine trapiantato al nord – siciliano della diaspora, come ama dire lui. Ad introdurci la giornalista messinese Adele Fortino.
Questi i protagonisti. Ma posso dire senza vergogna che altrettanti, uno più uno meno, sono stati gli spettatori. La mia inseparabile Laura, tre amici di Andrea e una coppia di anziani molto discreti che, nonostante la sala quasi vuota, hanno preferito sedersi nei posti in fondo, quasi non volessero disturbare.
A quanto pare, una serie di contingenze negative (maltempo, problemi personali della proprietaria della libreria, scarse conoscenze in città da parte dei due autori) hanno reso l’evento pressoché sconosciuto a tutti i messinesi, figuriamoci al resto dei siciliani.
Insomma:
“ESORDIO FLOP PER SOPRAVVISSUTI A UNA NOTTE DI GHIACCIO” – avrebbe potuto intitolare un quotidiano, se solo lo avesse saputo!
Eppure la serata non mi è dispiaciuta affatto, anzi mi è proprio piaciuta. Innanzitutto, usando un po’ di ottimismo che non guasta, potrebbe rappresentare un buon auspicio per gli eventuali successi avvenire. Quanti straordinari successi artistici, infatti, hanno avuto un esordio disastroso?
Secondo poi, la presentazione pubblica si è trasformata in un’amabile chiacchierata tra amici sulla letteratura che ha regalato, in modo particolare a me e Andrea, una serie di spunti interessanti sui nostri due romanzi da poter riproporre e approfondire nella presentazione successiva che avevamo in programma. A Catania, questa volta, due giorni dopo. In casa mia...
Catania, Cappella Bonajuto, 22 marzo 2009
Ad introdurci, Ornella Sgroi, la giovane giornalista che ha molto apprezzato e recensito il mio romanzo su “La Sicilia”. Molto emozionata, certo, ma anche molto brava a scovare connessioni tra due romanzi molto diversi tra loro.
Molto emozionato anch’io, naturalmente. Difficile spiegare l’emozione di sentire le parole del mio romanzo risuonare nella sala. Parole nate nella solitudine della mia stanza, in ore e ore passate davanti a un pc, che adesso, nella bella lettura di Carmela Sanfilippo – amica e attrice che presto, ne sono sicuro, calcherà ben altri palcoscenici – correvano pubbliche da un orecchio all’altro e suscitavano applausi, e non sempre i classici applausi di rito.
E’ buffo…perché l’idea di questo romanzo è nata da una foto di Anna Maria Reforgiato Recupero (foto che poi non è entrata a far parte di quelle inserite nel romanzo) che, rispecchiando in modo sorprendente certi miei stati d’animo, mi aveva ispirato un titolo per una raccolta di racconti: Freddo. Da una sensazione di Freddo, quindi, posso dire che è nato “Sopravvissuti a una notte di ghiaccio”. E forse proprio con l’intento, con la voglia di sopravvivervi. Attraverso la scrittura, il racconto.
Ebbene, il calore umano della serata alla cappella Bonajuto, nonostante la temperatura piuttosto bassa della sala, il Calore generato nelle persone presenti dalle parole scritte da me e lette da Carmela, è stata come una specie di conferma: che sì, a quel Freddo da cui tutto è nato, sono sopravvissuto. Che raccontandola, sono sopravvissuto alla mia notte di ghiaccio.
Catania, Centro Voltaire, 27 marzo 2009.
Come alla cappella Bonajuto, la sala è stata riempita da una robusta presenza parentale (ho una famiglia numerosa!), poi alcuni amici, colleghi di lavoro e affezionati del Centro Voltaire. Come era prevedibile, comunque, l’affluenza di pubblico complessiva è risultata largamente inferiore.
Eppure Giuseppe e Paolo hanno sviscerato il romanzo con tale bravura da riuscire a tirare fuori temi di grande interesse e a stimolare così una piacevole discussione sul romanzo che, con mio immenso piacere, ha coinvolto anche gli amici del pubblico.
Il percorso esistenziale di Giovanni Neri, protagonista del libro, come successo o fallimento, il suo rapporto con le parole, con la scrittura, col dolore, col figlio; e ancora la giovinezza che lascia il posto all’età adulta, il lavoro spesso deludente di insegnante – questi, in sintesi, alcuni degli argomenti affrontati, argomenti che spero di poter continuare ad approfondire nelle pagine di questo blog.
Una menzione a parte voglio poi dedicarla al vero protagonista della serata: il cimitero inglese. E’ stato molto bello apprendere che l’episodio del romanzo ambientato in questo luogo singolare situato nei pressi dell’aeroporto della città di Catania – L'URLO: magica serata di quattro diciottenni che corrono incontro all’età adulta urlando i sogni, le speranze, le paure e la paura più grande, la Paura della morte – abbia rappresentato un momento di formazione immancabile non solo per la mia generazione trentenne e per quelle più giovani, ma anche per i quarantenni, i cinquantenni, i sessantenni catanesi. In tanti abbiamo calpestato quel prato curato, abbiamo curiosato tra i nomi incisi sulle lapidi, abbiamo visto gli aerei passare sopra la nostra testa, ci siamo rilassati sul marmo dell’altare, abbiamo fumato e bevuto. In clandestine nottate di gioventù all’insegna della sfida. Alla vita, alla morte.
Caro Peppe son molto felice che le presentazioni del tuo libro siano andate bene, te lo meriti davvero. E immagino che DonnaMela sia stata grandiosa. Io purtroppo non son potuta esser presente perchè troppo incasinata con le prove a teatro... ma magari, chissà, ci sarà anche la quarta di presentazione! Un abbraccio Alessandra (Nebia Branca)
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