domenica 21 giugno 2009

SOPRAVVISSUTI A UNA NOTTE DI GHIACCIO recensito sul magazine palermitano "FEEL ROUGE"


di Angelo Luca Pattavina

La Vita, questo imperscrutabile gioco combinatorio, l’emozione di viverla, la forza di sopravviverle, le parole per raccontarla. Forse sono queste le chiavi di lettura di questo libro. Nato dalla suggestione di freddo di una foto di Anna Maria Reforgiato Recupero (che con altre immagini ha corredato la copertina e i vari capitoli del libro) “Sopravvissuti a una notte di ghiaccio” è il romanzo d’esordio di Giuseppe Scuderi, trentaduenne educatore e professore catanese.
Una storia, che a dispetto del titolo, è paradossalmente “calda”, avvolgente, emozionante, scritta con lo stomaco e il cuore e mediata da uno stile fluido e penetrante. Il freddo è solo incidentalmente fisico, è più quello in cui precipita l’anima quando il dolore per qualcosa che accade è così forte da non poterlo più comprendere. Una sorta di ibernazione emozionale la cui unica cura è affidata alle parole in una sorta di scrittura-terapia, valida sia per lo scrittore Giuseppe Scuderi che per il protagonista Giovanni Neri, dove proprio il racconto della memoria sembra avere funzione salvifica e catartica.
Parole abbandonate a cui dare una casa. “Parole per difendersi, parole per attaccare, parole per inseguire la realtà che sfuggiva, parole per fuggire da quella realtà”.
Introdotto da un incubo e chiuso da una speranza, ambientato in un futuro già irrimediabilmente trascorso, il romanzo è, direttamente e indirettamente, una riflessione matura sull’amicizia, l’amore, l’ingenuità infantile, la goliardia adolescenziale, il tempo che scorre, i sogni che si lasciano per strada, la normale incomunicabilità tra padri e figli, e poi ancora, il perdersi di vista, il ritrovare se stessi, l’educare e il crescere, chiamando in causa Freud, Kierkegaard, Whitman e Aristotele, tra maieutica socratica e dialettica hegeliana.
Un canto caustico e melanconico, a tratti ironico e sognante, all’ineluttabile Meraviglia dell’Esistenza. A quella Vita che avvicina, allontana, accende, spegne, riempie e svuota, costruisce e distrugge a suo piacimento.
A quella Vita che, nonostante tutto, se solo stessimo ad ascoltarla forse potrebbe spiegarci il senso e il valore dei nostri sogni e dei nostri errori. Sopravvivendo o perdendosi, se così deve essere! Perché, come recita la citazione d’apertura del blog del romanzo, "...magari ciò che abbiamo la pretesa di insegnare, è soltanto quello che non abbiamo mai imparato davvero..."
Il libro, edito dalla Giovane Holden Edizioni, è distribuito a Palermo dalla libreria Kalòs, dove sarà presentato sabato 27 giugno.

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