domenica 4 aprile 2010

Recensione de LA RIVISTA DEL GALILEI

di Maria Laura Inzirillo (Docente di Storia e filosofia).

Vale la pena inseguire e realizzare i sogni, sempre e comunque, pur nel vortice imprevedibile della vita che scorre inesorabile, nonostante tutto. Un enigma si nasconde dietro azioni e pensieri che non sono mai banali perchè riempiono quel respiro che si rinnova ad ogni alba nuova dell'esistenza costellata da aspettative avverate ma anche disattese e dal destino che, a volte, sembra remare contro
La vita è illusione? Non importa, ci appartiene, la amiamo e con essa i limiti, le mancanze, le delusioni, le lacerazioni. E c'è la speranza che ci porge la mano generosa e ci sorregge nel cammino impervio e pieno di sorprese che il futuro ci riserva. Non bastiamo mai a noi stessi, sono gli altri che ci arricchiscono di senso, colorano la nostra quotidianità, ci aiutano a intensificare i nostri sentimenti...
E se la vita si prende gioco di noi? Mai arrendersi, dietro l'angolo c'è una diversa opportunità che ci aspetta per ricominciare ad assaporare la brezza marina di un "castello", rifugio e scrigno di memorie da custodire anche con parole e pensieri mai detti.
Luoghi impregnati di odori familiari, personaggi, vicende, in questo romanzo d'esordio di un giovane autore, primo classificato al premio G. Bufalino 2009, fanno da sfondo a una storia di apparente quotidianità, vissuta e raccontata da un adulto che ripercorre tappe fondamentali del suo esistere in un tempo stigmatizzato da ricordi che hanno il sapore dolce-agro di una sopravvivenza piena di se e ma.
Giò, il protagonista, ama la filosofia e la insegna con l'entusiasmo del neofita che affida alla cultura e al pensiero che di esso si alimenta il compito di trasmettere ai suoi studenti l'amore per i sogni che devono inverare senza timore e con rinnovata fiducia in se stessi e in ciò che credono. Ma con l'impressione che il suo sia un consueto bla bla, sentito sì, ma inascoltato.
La narrazione prende le mosse da un'esperienza traumatica dell'infanzia e si snoda in un crescendo di consapevolezza che ogni progetto, ogni decisione portano verso sentieri sconosciuti da scoprire e percorrere scegliendo una direzione con esiti imprevedibili, comunque, non rassegnati, semmai convinti che prima o poi, l'esistenza scorrerà come vogliamo noi.
Il caldo abbraccio della madre, il rifugio nella poesia a cui affida i suoi sentimenti giovanili, la tesi su Kierkegaard, l'odiato-amato filosofo danese da cui apprende l'ineluttabilità delle alternative, che inconsapevolmente ripercorre, l'amore appassionato e sincero per Caterina, prof. di francese "dagli occhi che ridono", gli amici di sempre con cui condivide esperienze goliardiche e di adulto disincantato, le sedute di psicoanalisi on line, i silenzi poco eloquenti con il figlio, accompagnano il lettore in un'avventura appassionante, piena di sorprese, da assaporare tutta d'un fiato perchè ci sia il tempo per "riscaldare" l'esistenza, troppe volte irrigidita da razionalismi senza anima.

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